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Padre Andrea Melis dai domiciliari al carcere. Decisione del Gip eseguita dai Carabinieri, che svolgono le indagini

Il prete, dell’ordine degli Scolopi, non aveva risposto alle domande del giudice. I Carabinieri avevano giudicato non idoneo il sito in cui l’uomo, accusato di violenza sessuale su minore, prostituzione minorile e tentata violenza aggravata, era agli arresti domiciliari

Nella tarda mattinata di oggi, sabato 10 agosto, il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Genova Centro ha tratto in arresto padre Andrea Melis, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari dal 2 agosto scorso, in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Savona.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice savonese, competente per territorio ai sensi del codice di procedura penale, dopo aver ricevuto gli atti dal gip del Tribunale di Genova, il quale aveva provvisoriamente applicato – con l’ordinanza del 2 agosto – la misura degli arresti domiciliari per il religioso. Secondo i militari dell’Arma, coordinati dal colonnello Michele Lastella, il sacerdote non poteva «stare nella comunità del levante dove è stato trasferito perché lì vicino ci sono delle scuole e una scuola di danza».

Il gip di Savona ha confermato il quadro indiziario descritto nel provvedimento precedente, ritenendo però non idoneo il domicilio precedente (Istituto dei Padri Scolopi di Chiavari) per soddisfare le esigenze cautelali e applicando la custodia in carcere a carico dell’indagato. Padre Melis si trova adesso nel carcere di Pontedecimo, dove vengono recluse le persone condannate o sotto inchiesta per violenza fisica o sessuale sui minori e sulle donne per sottrarli a quello che potrebbe succedere loro in un carcere maschile.. Ormai a Pontedecimo hanno superato il numero delle detenute di sesso femminile.

La misura restrittiva eseguita nella giornata odierna, al pari di quella del 2 agosto, ha natura cautelare, provvisoria e pienamente ricorribile.

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